Produzione e gestione dei rifiuti urbani - Catasto Nazionale Rifiuti - ISPRA
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Banche dati sui rifiuti urbani

Le banche dati sui rifiuti urbani (RU) del Catasto nazionale contengono le informazioni su:
Periodo di riferimento dei dati sulla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani: dati fino al dettaglio comunale: 2010-2018; dati fino al dettaglio provinciale: 2001-2018. Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2020 (dati 2018)
Periodo di riferimento dei dati sulla gestione dei rifiuti urbani: 2015-2018. Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2019 (dati 2018)
Periodo di riferimento dei dati sui costi di gestione dei rifiuti urbani: 2011-2018. Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2020 (dati 2018)

» ALCUNI DATI DI SINTESI SUI RIFIUTI URBANI
Andamento della percentuale nazionale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, anni 2012-2018

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Andamento della produzione nazionale dei rifiuti urbani, anni 2012-2018

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Gestione dei rifiuti urbani, anno 2018

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Numero di impianti di gestione dei rifiuti urbani, anno 2018

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Andamento dei costi medi pro capite, anni 2014-2018

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Andamento dei costi medi per chilogrammo di rifiuto, anni 2014-2018

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Definzione di rifiuti urbani

Ai sensi della normativa vigente, i rifiuti sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Sono definiti rifiuti urbani (si veda articolo 184 del d.lgs. n. 152/2006):
    a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
    b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera precedente, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità
    c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;
    e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
    f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonchè gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle precedenti lettere b), c) ed e).

Ciclo gestione rifiuti urbani Lo Stato, le Regioni le Province e i Comuni, ciascuno secondo le proprie competenze, contribuiscono alla pianificazione, organizzazione e attuazione del ciclo di gestione dei rifiuti urbani. I Comuni, in particolare concorrono a:
  • definire le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria delle varie fasi di gestione dei rifiuti urbani,
  • individuare le modalità di effettuazione del servizio di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti urbani ed assimilati raccolti in modo differenziato o indifferenziato, al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni, promuovendone il recupero,
  • definire le norme finalizzate a una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione,
  • individuare le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche,
  • a definire le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento, nonchè
  • a definire l'assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani.


La gestione dei rifiuti urbani comprende varie fasi, a partire dalla raccolta fino al trattamento definitivo, che può essere finalizzato al recupero e/o allo smaltimento in sicurezza.
In particolare, il recupero di materia è l'insieme dei processi che consentono di reinserire i rifiuti nel ciclo economico, in sostituzione della materia prima, mentre il recupero energetico è il processo che consente di ricavare energia dai rifiuti sotto forma di calore o di elettricità.
Uno schema esemplificativo del ciclo di gestione dei rifiuti urbani è riportato in figura.
Il trattamento dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata prevede sostanzialmente, previa un'eventuale fase di selezione, l'avvio delle varie frazioni merceologiche a impianti di riciclaggio/recupero di materia per la produzione di nuovi materiali (ad esempio, cartiere, vetrerie, fonderie, impianti di riciclaggio della plastica, ecc.). Tra le operazioni di recupero di materia rientra il trattamento biologico della frazione organica (compostaggio e digestione anaerobica). I trattamenti biologici possono consentire di ottenere ammendante (il cosiddetto compost) a partire dallo scarto organico. In presenza di un trattamento di tipo anaerobico è inoltre possibile combinare la produzione di ammendante con la generazione di biogas (metano) utilizzabile come fonte di energia. L'utilizzo degli ammendanti consente di fornire sostanza organica ai suoli, incrementandone la fertilità biologica e contrastando fenomeni di inaridimento e desertificazione.
Il rifiuto urbano indifferenziato è, invece, prevalentemente avviato a impianti di pre-trattamento meccanico o meccanico/biologico in cui viene attuata una separazione delle frazioni ancora valorizzabili (ad esempio, i metalli possono essere successivamente avviati a impianti di riciclaggio e le frazioni a più alto potere calorifico possono essere utilizzate come fonte di energia in impianti di incenerimento o in impianti produttivi) dalle frazioni non recuperabili destinate in discarica.

I dati sulla produzione, raccolta differenziata e gestione dei rifiuti urbani, inclusi i dati sui costi dei servizi di igiene urbana sono elaborati e pubblicati annualmente da ISPRA. Per maggiori informazioni sulle modalità di acquisizione ed elaborazione dei dati si può consultare la specifica pagina Fonti e metodologie Banche dati, mentre per informazioni sulla navigazione dei dati si può fare riferimento alla pagina Guida alla navigazione Banche dati.




:: Ultima modifica della struttura della pagina: 11.06.2020 ::


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